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  • 7 dicembre 2018

RIGOLETTO, TEATRO DELL‘OPERA DI ROMA

www.ierioggidomaniopera.com

Ciò che però è stata la vera forza di questa produzione è stata la presenza di due  grandissimi interpreti nei ruoli del protagonista Rigoletto, Roberto Frontali, e di sua figlia Gilda, Lisette Oropesa. I due, alla prima collaborazione insieme, oltre a sorprendenti e indiscusse capacità vocali e sceniche, hanno letteralmente il fisique du role, incarnando al meglio anche fisicamente un padre che non possiede niente se non sua figlia e quest’ultima nella sua giovinezza e innocenza.

Frontali nello specifico ha brillato per una dizione perfetta, un timbro gradevolissimo e di grande volume, tanto da vedersi tributata un’ovazione a metà del secondo atto, unico caso di applauso a scena aperta insieme a quello per la Oropesa dopo l’aria del primo atto. 

Paolo Mascara

 

 

giornaledellamusica.it

Cast che si è fatto notare sia per bravura musicale che per capacità di immedesimarsi nei personaggi, a iniziare dal vero mattatore di questo nuovo allestimento, Roberto Frontali. In grado di interpretare il ruolo del buffone gobbo in maniera duttile, abile nell’assecondarne il lato grottesco ma soprattutto capace di esprimere il profondo dramma che si trova a vivere nel ruolo di padre. Situazione che – non va dimenticato – Verdi aveva vissuto in prima persona, avendo come è noto perso entrambi i figli poco dopo la morte della moglie Margherita. In questo senso la funzione che il personaggio assume nel deridere il Conte di Monterone, ovvero la sua crudeltà verso le altrui sventure, è sembrata rientrare nei ragionevoli compiti che il ruolo di buffone di corte gli imponeva. Sicché il dramma della maledizione è risuonato – nell’interpretazione di Frontali – ulteriormente amplificato, quale estrema testimonianza di un destino avverso.

Giorgio Cerasoli

 

 

apemusicale.it

. Il Rigoletto di Roberto Frontali è l’unico carattere veramente scolpito e a tutto tondo della serata: la sua voce calda e viperina cavalca perfettamente i momenti più cupi della scrittura del gobbo, ma riesce pure a infrangersi in lacrimoso lirismo. Il fraseggio di Frontali, sempre intenso e centrato, si può tutto godere nel monologo «Pari siamo!», che l’interprete conclude con un insolito «è follia!» quasi sottovoce. Il successivo duetto con Gilda (II atto) lo vede preoccupato o trasognato a seconda del momento: con i colori della voce riesce bene a caratterizzare ogni momento, in particolare il commovente ricordo della moglie morta. Nel II atto, Frontali dà ancora prova di maestria nella furente «Cortigiani, vil razza dannata», come pure nella successiva cabaletta del duetto con Gilda, «Sì, vendetta, tremenda vendetta». Del III atto vorrei ricordare gli accenti scorati del duetto finale con Gilda: riesce qui, infatti, a incarnare vocalmente il dolore di un padre e di un uomo profondamente umiliato.

Stefano Ceccarelli

operaclick.com

Rigoletto è ben cantato e interpretato da Roberto Frontali, spesso presente a Roma nelle ultime stagioni e amato dal pubblico locale. Qualche concessione ad accenti più “veristi” non inficia la grande prestazione canora e l’intensità con cui si destreggia sul palco.

Michelangelo Pecoraro

LA STAMPA

Benissimo anche Roberto Frontali, voce ancora importante…., che si inserisce con convinzione e autorevolezza nel disegno di Gatti. 

Alberto Mattioli

 

connessiallopera.it

 Nel ruolo del titolo si impone Roberto Frontali: voce baritonale corposa, che ben corre nella sala,teatrale omogenea nei vari registri e in grado di piegarsi a suggestive mezzevoci, delinea un Rigoletto estremamente umano e paterno, mai volgare o caricaturale nemmeno quando veste i panni del guitto. Frontali si distingue per l’eleganza nel porgere la parola, adottando un fraseggio espressivo, scavato nella pietra, quasi intimistico, ricco di inflessioni e accenti. Nell’economia di una performance pressoché perfetta, bisogna almeno citare l’attesa invettiva “Cortigiani, vil razza dannata”, affrontata con piglio veemente e pregnante intensità, accolta da scroscianti applausi a scena aperta.

 

IL MESSAGGERO

Roberto Frontali è un magnifico Rigoletto, tratteggiato con profondo lavoro di scavo drammatico e maturità vocale. 

Simona Antonucci e Luca Della Libera

 

LeSalonMusical.it

Roberto Frontali si dimostra protagonista ideale di questo Rigoletto introverso, cesellando ogni singola frase, usando sapientemente le mezzevoci e meditando ogni frase, il tutto a rendere con classe e intelligenza musicale il tormento incessante del buffone.

Alessandro Cammarano

 

www.ilsussidiario.net

Roberto Frontali è un veterano del ruolo che interpreta a perfezione sia drammaturgicamente sia vocalmente; modula ogni passaggio a perfezione tanto da commuovere il pubblico ed a meritarsi applausi a scena aperta ed ovazioni al calar del sipario

Giuseppe Pennisi

 

CittaNuova.it

Roberto Frontali affronta Rigoletto  più per “levare” che per “accumulare”, liberandolo  dalla tradizione realistica e offrendo un personaggio palpitante, anche vocalmente, talora sommesso, uno che sa di dover indossare una maschera nella Vita.

Mario Dal Bello

 

pierachilledolfini.it

commuove l’adesione di Roberto Frontali al personaggio di Rigoletto, ripiegato su se stesso e sul proprio dolore che non è mai esibito, ma trattenuto. Sussurrato. Detto tra i denti con un canto che a volte si fa parlato. La voce increspata del baritono romano funziona alla perfezione perché arriva in tutta la sua disarmante verità. Ancora più inquietante del solito, quando acuti e puntature si sprecano per tirare l’applauso.

Pierachille Dolfini

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